L’Interruttore Magnetotermico e il Differenziale

La legge 46/90 è stata una delle normative rivoluzionarie perché ha imposto alcune importanti misure di sicurezza in ambito di impianti civili. Tra le più importanti novità: l’obbligo dell’interruttore magnetotermico, dell’interruttore differenziale, del cavo di messa a terra e la sostituzione di prese messe in sicurezza.

Quadro elettrico per impianto civile.
Sono presenti 5 interruttori magnetotermici e un interruttore differenziale.

Interruttore magnetotermico

L’interruttore magnetotermico conosciuto anche col nome di Automatico interrompe il flusso di corrente nel caso di cortocircuito quando il neutro e la fase vengono a contatto (parte magnetica dell’interruttore) oppure nel caso di sovracarico, qualora si superi il passaggio massimo di corrente supportato dalla presa o ciabatta (parte termica dell’interruttore).

E’ possibile installare tanti interruttori magnetotermici quanto sono gli ambienti di una casa, col vantaggio di poter così separare eventuali guasti o poter eseguire lavori di manutenzione senza dover isolare l’intera abitazione.

Per attivare o disattivare l’interruttore magnetotermico, anche in caso di scatto automatico, è sufficiente alzare o abbassare l’interruttore ad esso collegato.

Va scelto in base al carico che deve supportare, considerando tuttavia che la maggior parte dei contatti a uso civile possano raggiungere una potenza massima di 3Kv.

L’interruttore magnetotermico dev’essere montato unitamente a un interruttore differenziale.

Interruttore Differenziale

Conosciuto anche col nome di Salvavita, l’interruttore differenziale si riconosce per la presenza del tasto Test, che andrebbe premuto periodicamente per verificare l’efficienza.

Dev’essere sempre abbinato a un interruttore magnetotermico e si occupa di controllare continuamente che la corrente che passa sia sul neutro sia sulla fase sia sempre pari a zero. Nel caso in cui ci sia una dispersione scatta.

L’interruttore differenziale va scelto in base al carico che deve supportare, tenendo sempre in considerazione che i contratti col fornitore di luce, nella maggior parte dei casi, sono tarati fino a un massimo di 3Kv.

L’interruttore differenziale può essere puro oppure può includere anche la funzione di interruttore magnetotermico.

Messa a terra

L’impianto di messa a terra è obbligatorio per tutti gli impianti realizzati dopo la legge 46/90. La messa a terra è una delle più importanti misure di sicurezza mai applicate. Si tratta di un paletto conficcato a terra collegato a un cavo caratterizzato dai colori giallo-verde che va a finire sulle varie prese di casa. Consente di proteggere persone, animali ma anche gli stessi elettrodomestici da rischi di folgorazione.
Lo scopo della messa a terra è di tenere le masse degli elettrodomestici al potenziale del terreno.

Nuove prese di sicurezza

Tutte le nuove prese in commercio da diversi decenni presentono dei fori chiusi da alveoli, in questo modo, soprattutto i bambini, non possono inserire alcun oggetto che possa entrare in diretto contatto con la corrente.

Altri consigli per la sicurezza

E’ possibile installare delle prese comandate in modo tale da disattivarle quando non si usano. L’uso più tipico è di associare un interruttore bipolare per gestire l’accensione di uno scaldabagno elettrico.

Nel caso in cui si desidera aggiungere una presa e/o interruttore ricordarsi di usare cavi appropriati. Per le prese si usano cavi più spessi con diametro da 2,50 mm contro i 1,50 mm degli interruttori.

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